16 Giugno: un violento termporale su Toronto: grandine grande come noci!
16th June: a violent storm on Toronto with huge hail as big as nuts!
RESCENSIONE MOSTRA “PIANETA GHIACCIO”
FOTOGRAFIA
All’Elisarion di Minusio il ritratto di Daisy Gilardini del «Pianeta Ghiaccio»
A spasso con Daisy
Giovanni Medolago
«Un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre, bensì trovare altri occhi». È un pensiero di Marcel Proust che troviamo quale didascalia alla mostra di Daisy Gilardini all’Elisarion di Minusio, ma che potrebbe benissimo fungere da epigrafe per il lavoro della fotografa luganese che ormai da dodici anni se ne va regolarmente in giro per i Poli terrestri: l’Artide e soprattutto l’Antartide («Lo prediligo perché ci sono i pinguini»!). In poco più di un decennio, Daisy – preziosa collaboratrice di questo giornale – ha ottenuto vari riconoscimenti internazionali (provate a cliccare il suo nome su Internet e troverete oltre 20 mila segnalazioni!) e le sue immagini sono regolarmente pubblicate su alcune delle più prestigiose riviste al di qua e al di là dell’Atlantico.
Il motivo di tale successo, secondo noi, sta nell’esplosiva miscela tra un indubbio talento e la sua temerarietà: non è da tutti starsene sulla banchisa polare per 15 giorni a oltre 50 gradi sottozero («Temevo di avere le dita così intirizzite da non riuscire a far clic!») ad aspettare quel famoso attimo fuggente per cogliere un orso bianco che sbadiglia quasi fosse un umano o che esce dall’acqua con uno sguardo felice perché in bocca porta un grosso pesce; oppure trascorrere un’intera nottata sulle pendici dell’Etna per catturare un’esplosione lavica che sembra l’apoteosi di uno spettacolo pirotecnico.
Ci vuole molta pazienza pure per immortalare una tigre che, a pancia in su, sembra teneramente in attesa di qualche coccola o sorprendere una foca che sghignazza quasi avesse appena sentito una bella battuta. E ci vuole certo molto talento per sistemare in un’immagine il salto di un ghepardo perfettamente simmetrico alle rocce di un canyon; o, ancora, per fermare per sempre in uno straordinario camera look ravvicinato lo sguardo attonito e curioso di un pinguino. « Sono un’amante della natura e degli animali – spiega Daisy – e scelgo sempre destinazione remote. Il mistero di questi luoghi selvaggi, la forza della natura e l’isolamento da ogni forma di civiltà sono semplicemente irresistibili per me. Nella mia mente, le difficoltà logistiche e gli sforzi fisici impallidiscono di fronte alla bellezza dei luoghi che visito ». Una bellezza che la Gilardini sa poi trasmettere al pubblico grazie a composizioni grafiche e sfumature cromatiche che talvolta ricordano, sia pure con tonalità più soft, una tela di Rotko ( Tranquillità); un quadro Impressionista ( La quiete prima della tempesta) o uno sberleffo dada ( Va dove ti porta il cuore, col dettaglio di un iceberg proprio a forma di cuore!). In molti altri scatti, ecco poi elementi naturali proposti come sculture astratte.
Promossa dal Centro Culturale Elisarion nell’ambito dell’Anno Polare Internazionale, la mostra (arricchita da un diaporama simpaticamente intitolato «A spasso con Daisy») ha inoltre un marcato intendimento didattico e vuole sensibilizzare il visitatore rispetto ai problemi ambientali in generis e soprattutto quello del surriscaldamento del nostro pianeta. « Nessun fiocco di neve si sente responsabile della valanga che provocherà », è stato detto in occasione del vernissage per richiamare ognuno di noi a una maggiore attenzione riguardo all’ambiente. E la stessa Daisy ha poi portato la sua diretta testimonianza in proposito, raccontando di renne che annegano perché trovano improvvisamente troppa acqua nei guadi che pur ben conoscono e di orsi polari che durano parecchia fatica a sopravvivere nel loro habitat privato vieppiù della banchisa. Alla faccia di chi straparla di «estremismo ecologista»!
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